Fanno figli, i libri…

Fanno figli, i libri

topolini o montagne

e tutt’intorno, tweet e foto e like, like!

minuscole creature banchettano,

con pane che affama.

– gamithite oulli! –

Il benessere e’ porco,

il vero artista e’ altro.

Noi vogliamo il verbo caldo!

la Chiesa nostra, senza affreschi,

un bicchiere pieno a meta’, ci basta

ed un cuore caldo da amare,

nostro Dogma-Edera.

Figli del conflitto, cacofonico!

Contro macchie afane di citta’ ingorde

– quelle macchie sordide,

come la faccia nera della fame –

pagina dopo pagina, dopo pagina…

tratteniamo il respiro,

fingendo, rovesciati, come teste rotte;

danzando e sorridendo,

denti scheggiati

e in fondo, non ce ne curiamo.

Invece, rivelaci inermi di fronte al mondo,

richiamaci al verde!

Sedotti dal profondo,

lasciaci conoscere il silenzio,

custodire questa mattina, non ancora nata.

Perdão, sulle tue labbra nere,

e’ abbondanza!

Porta, per chi da’ senza ricevere

e donando, venera Amore.


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