Grìmi attrìvi

Grìmi attrìvi sbrugliano lemi lemi,

grondando fuochi, orfani contro voglia.

Prepuscoli, firisfrigli e stranemi

pei clivi di una bìura cronicaglia.

Le fronde verbeggian palliserose

sfrìsi schiòfan da numi luciderni

che froga lùria sbuffano, meggiose

sui nàri, sempre immemori, fraterni.

Appese a voltafondo nel firmento

maree segrete, e crogni turbigliosi,

empie gocce di grubbio sgomento.

Ecco gli Ièrani, gridan batteriosi!

non morti, sempre ebbri per un momento

di querìgio, infimo e appiccicoso.


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