E´una storia, bella,
impaginata male,
sudata, nei posti sbagliati,
cucinata bene ma,
alla fine, bruciata.
E´una storia solitaria,
individui la popolano,
chiacchierano e corrono,
come nuvole,
hacia el mundo verde.
E’ una storia che non bisogna d’acqua,
secca, come il tuo sesso
senza vero amore
E´gusto,
senza cibo di casa.
E’ assenza, maddeche’ ?
E’ una storia che non abbisogna
di capo ne’ coda,
ma di una pancia grassa, tremula.
Come tremano gli occhi,
guardando la luna!
Guardate la luna
Ma perche’ lo fate?
Per armare l’epica ricerca,
ultima via
verso cio’ che e’ bianco
e puro
Nemico della macchina,
perche’ siamo tutti
volpini.
Non c’e’ un fine ultimo,
alla fine cosa rimane ?
Un canto stonato,
un ultimo bicchiere,
annacquato.
Dipingere una vipera su d’una porta sbiadita,
nascondere le chiavi
di un paradiso disabitato,
un frullato di colori
che non potrai mai stampare
ne’ raccontare
veramente.
Le tua labbra da amare,
un mare in cui volare,
una baia da violare,
per non ricordarne solo il sale.
E quando,
la visione
delle natiche
rendera’ carne
persino il sogno,
non restera’ spazio
alla confusione che ci illuse alla vita,
che ci chiude dentro anime di capelli
Anime di urla
volpine.
Cantiamo per voi,
non siete voi,
volpini,
cazzi morti,
casalinghe e palestrati ?
Siamo cio’ che vogliamo dimenticare,
o sognare.
Senza distinzione,
ci avvolgiamo di lucida
noncuranza.
Donne scappano
nella notte,
verso un mattino
volpino,
donne odiate,
donne che calzano peperoni,
solo usati, e mai rispettati.
Donne che sognano
un futuro d’amore,
ma che si riducono
a regalare l’amore.
Donne belle,
forbici, mogli,
figlie e conigli.
ma sempre donne,
donne per un lukaki
che e’ morto
e non lo sa,
dormendo,
pensando alla puzza,
alla puzzaka!
***CORO***
YEAH YEAH YEAH
I THINK I DID IT AGAIN
AGAIN I CAME
TO MYKONOS
WHERE THE CONOS
HAVE NUTELLA TASTE
KATSE KATSO KATSANE
TOUTSA POUTSA FTASAME
YOUMI FELICITA’
FELICITA’
FELICITA’
PET is plastic,
is your husband di Greece,
from Lindos.
*** FINE DEL CORO***
Gattini,
per le vie di un paese,
che vende solo
la puzza
di un pesce,
nessuno esce, fiorisce,
eppur
si’, marcisce!
Cantando,
come regine volpine,
sono subito,
luci
negli occhi dei gattini,
che cantano il prossimo amore,
per infrangere
il suono dei sorrisi.
Non ho nemmeno
il senso di morire,
di essere un lucaki qualsiasi,
come le zingare del paese,
gitane,
turche,
gitane piene di baci,
tesi come prieghiere
dietro le pareti
delle chiese di Mykonos.
Io alla fine lo capiii,
e’ un tuono che trona,
e’ silenzio,
come vaniglia.
Rimane, uno sguardo spento,
di lattine aperte,
sotto la canicola.
Una particella, in un lago volpino.
Su strade lacrimate,
come pioggie d’estate,
che non si dimenticano
tra le foto delle notti di maggio,
che sembra d’agosto,
quando l’amore per il tutto,
e’ sogno.