Ricordi il luogo ove si ritrovano i poeti?
Ricercane l’eco:
nella vanità umiliata,
nell’essenziale, che e’ superfluo,
nell’inverno caldo, insopportabile, rosso.
Guardati dai musei sepolti!
Scheletri ingordi.
Riparati nella taverna,
madida di vergogna.
Canta! Non ti sentiamo.
Rifuggi il timore;
la solitudine di un clown
che anela al silenzio.
Ritorna al luogo ove si ritrovano i poeti,
infrangine il riflesso,
capriccioso e segreto.
La tua carne – vetro!
E divora le labbra di donne belle,
amate con odio;
il loro seno custodisce
l’oblio della luna, che nutre il passo
al luogo ove sognano i poeti.